La Paura SiCura. Raccontare e interpretare le paure del presente

Un progetto di
FISU Forum Italiano per la Sicurezza Urbana
i
n coproduzione con
Inteatro – Centro Internazionale di ricerca teatrale

direzione artistico/progettuale
Gabriele Vacis

La paura non è sempre oggettiva.
Di fronte a fenomeni difficili da comprendere il nostro istinto di sopravvivenza crea paure.

La paura è un’emozione fondamentale che ci protegge dai rischi.
Ma se supera certi limiti diventa invasiva.
Da strumento per liberarsi diventa prigione.
Non è difficile diventare prigionieri della paura.
La paura è 
contagiosa, perché siamo animali sociali, volenti o nolenti viviamo in gruppo.
Se qualcuno individua 
una minaccia, la trasmette agli altri.

Ed ecco scattare l’allarme.
L’allarme, se non viene elaborato al fine di trovare una soluzione, si trasforma in 
panico incontrollabile.

Non farsi imprigionare dalla paura ma, al contrario, utilizzarla per far emergere la nostra forza: questo è il coraggio.
Coraggio è trasformare l’allarme in 
soluzione e la soluzione in convivenza pacifica.
Bisogna usare la socialità per trasmettere il coraggio, anziché propagare la paura.

La trasmissione dei sentimenti avviene attraverso il racconto.

Raccontarsi le PAURE serve ad esorcizzarle.
Raccontare serve a separare i 
FATTI dai FANTASMI.

Le paure, affrontate in solitudine, non hanno soluzione.
La condivisione della paura serve a vincerla.

E’ naturale cercare la SICUREZZA.
Ma bisogna capire che, anche nelle sue forme più sofisticate, può rivelarsi illusoria, lasciandoci indifesi e impauriti più di prima.
Non bisogna stancarsi di cercare la sicurezza, sapendo che non siamo mai al sicuro.
Anche questo è 
coraggio.

UN PROGETTO
particolarmente rivolto alle giovani generazioni che si propone di 
RACCONTARE ed INTERPRETARE le paure del presente, attraverso la raccolta di storie personali, capaci di agganciare sentimenti collettivi e generali.

Gli strumenti del progetto:
I laboratori
Primo step creativo del progetto,  i laboratori si sono svolti da dicembre 2009 a giugno 2010, coinvolgendo giovani, associazioni, gruppi di sei diverse realtà territoriali del Paese (Settimo Torinese -TO, Montegranaro – FM, Ravenna, Schio – VI, Catania e Genova).  Le località sono state scelte per significatività geografica, rappresentatività sociale e per la forte correlazione dei contesti socio-economici e culturali alle tematiche che si intendevano indagare: dalle problematiche dellʼintegrazione e della convivenza con le comunità immigrate a quelle del contrasto generazionale e del conflitto culturale e valoriale,  dalla devianza giovanile alla presenza della criminalità organizzata.
Attraverso la mediazione della pratica artistica, i partecipanti hanno raccontato e condiviso le proprie storie ed esperienze, le proprie paure,  oggettive o fantasmatiche, e gli episodi in cui tali paure sono state affrontate e superate con SOLUZIONI INVENTIVE, RELAZIONI di SCAMBIO e SOLIDALI, oltre che da semplici AZIONI di CORAGGIO individuali o collettive.

Il docu-film
Il docu-film raccoglie la memoria e dà la massima visibilità al lavoro svolto nelle località che hanno ospitato i laboratori, amplificando la forza del messaggio del progetto. Volti, persone, storie di paura e di coraggio. Un dialogo intimo con bambini, giovani, adulti, anziani che si fa universale perché riguarda ognuno di noi.
Lo strumento del docu-film amplia le potenzialità di accesso al messaggio del progetto permettendo una maggiore fruibilità attraverso il DVD, cinema, tv, internet ecc.

La pubblicazione
Un “diario di bordo” che racconta i laboratori, la preparazione del docu-film, il percorso mediatico nelle sue diverse fasi di realizzazione.

Il sito Internet
Creato per coordinare, fornire informazione sul progetto e, soprattutto, coinvolgere e far partecipare, da protagonisti, tutti coloro che sono coinvolti o che semplicemente sono interessati alle tematiche affrontate dal progetto.